Perché chiamare un festival METAMORFOSI?

Perché l’ingrediente “magico” che abbiamo scoperto attraverso la relazione Arte/Fragilità/Diversità è la possibilità di una trasformazione che il contatto con il dolore ci dà. La fragilità diventa un valore perché mette in crisi abitudini, modi di lavorare, meccanismi e diventa fonte di ispirazione per il teatro: un’arte profondamente umana, i cui strumenti sono il corpo, l’anima e l’immaginazione. L’attore e la persona con un disturbo psichico hanno in comune molte cose…una di queste è la necessità di lavorare su sé stessi. Ad entrambi spetta un lavoro quotidiano di allenamento del corpo e dello spirito, un paziente addestramento alla concentrazione, all’ascolto di sé e del mondo, alla relazione.

Il festival si interfaccia direttamente con la città portando all’esterno una ricerca che dura tutto l’anno e mettendola in relazione ad altre ricerche simili e diverse presenti sul territorio nazionale. Mette in relazione esperienze di teatro di comunità con proposte artistiche che vedono, nel rapporto con la diversità e il mistero della vulnerabilità umana e del dolore, una possibilità d’arte oltre che di cultura sociale.

OBIETTIVI

  • favorire la partecipazione alla cultura, in particolare allo spettacolo dal vivo, di persone con disabilità psichica, anche attraverso il coinvolgimento di tutti i cittadini sui temi del benessere psicologico
  • costituzione di una rete regionale e sovra-regionale di realtà che mettono in relazione arte e salute mentale
  • promuovere coesione e identità comunitaria sperimentando nuovi modi di fruizione della cultura, mettendo in relazione ambiti e pubblici diversi