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Terza edizione

14 > 26 marzo 2017

“Festival multidisciplinare Metamorfosi: teatro, cinema, incontri, workshop, propone una nuova visione della salute mentale, prendersi cura di sé anche attraverso l’arte e indagare come l’arte vede la malattia o il disagio mentale. L’idea di mischiare pubblici diversi ha spinto a mischiare esiti di laboratori con utenti dei servizi con spettacoli professionali di rilevanza nazionale.”

È un progetto ideato e realizzato da Teatro19 con l’Unità Operativa di Psichiatria n.23 degli Spedali Civili di Brescia.

Con il sostegno di Comune di Brescia, fondazione ASM, BCC, ANIMALI CELESTI teatro d’arte civile

In collaborazione con I.Dra, Cinema Nuovo Eden, R.S.A. Arici Sega

Perché chiamare un festival METAMORFOSI?

Perché l’ingrediente “magico” che abbiamo scoperto attraverso la relazione Arte/Fragilità/Diversità è la possibilità di una trasformazione che il contatto con il dolore ci dà. La fragilità diventa un valore perché mette in crisi abitudini, modi di lavorare, meccanismi e diventa fonte di ispirazione per il teatro: un’arte profondamente umana, i cui strumenti sono il corpo, l’anima e l’immaginazione. L’attore e la persona con un disturbo psichico hanno in comune molte cose…una di queste è la necessità di lavorare su sé stessi. Ad entrambi spetta un lavoro quotidiano di allenamento del corpo e dello spirito, un paziente addestramento alla concentrazione, all’ascolto di sé e del mondo, alla relazione.

Il festival si interfaccia direttamente con la città portando all’esterno una ricerca che dura tutto l’anno e mettendola in relazione ad altre ricerche simili e diverse presenti sul territorio nazionale. Mette in relazione esperienze di teatro di comunità con proposte artistiche che vedono, nel rapporto con la diversità e il mistero della vulnerabilità umana e del dolore, una possibilità d’arte oltre che di cultura sociale.

Tutti gli spettacoli sono stati ospitati all’interno di Spazio Teatro Idra all’interno di Mo.Ca. Palazzo Martinengo Colleoni (Ex Tribunale) in via Moretto a Brescia.

La parata di strada è partita da piazza della Loggia e si è conclusa nel cortile di Mo.Ca

OBIETTIVI

  • favorire la partecipazione alla cultura, in particolare allo spettacolo dal vivo, di persone con disabilità psichica, anche attraverso il coinvolgimento di tutti i cittadini sui temi del benessere psicologico
  • costituzione di una rete regionale e sovra-regionale di realtà che mettono in relazione arte e salute mentale
  • promuovere coesione e identità comunitaria sperimentando nuovi modi di fruizione della cultura, mettendo in relazione ambiti e pubblici diversi

PROFESSIONALITÀ COINVOLTE


NEWS

Con grande piacere, il 22 giugno 2017,  Teatro19 ha ricevuto la “Medaglia al merito Enzo Giacomini del Lions Club Brescia Host” per il Porgetto Metamorfosi.19441725_1889422721325228_7000200426754360866_o

NEWS NEWS

Per l’autunno 2017 è in cantiere un PROGETTO DI EDUCAZIONE ALLA VISIONE CONSAPEVOLE, tenuto da un critico professionista e particolarmente dedicato al pensiero sul teatro sociale. Il percorso è teso alla costituzione di un gruppo di spettatori consapevoli che non solo seguano le prossime edizioni del festival, ma che collaborino alla scelta degli spettacoli con il risultato di una forma attiva e innovativa di coinvolgimento del pubblico. Il gruppo dovrebbe a sua volta coinvolgere pubblico ulteriore attraverso la diffusione di interviste, critiche e riflessioni.


PROGRAMMA EDIZIONE 2017

Martedì 14, mercoledì 15 e giovedì 16 marzo

dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 16

R.S.A. Arici Sega via L. Fiorentini 19/B

Costo: 90€

DIETRO LO SPECCHIO

laboratorio intensivo a cura di Babilonia Teatri

Aperto a tutti, ma particolarmente indicato per attori professionisti, utenti ed operatori della salute mentale

La pluripremiata compagnia BABILONIA TEATRI condurrà per il festival un

laboratorio teatrale finalizzato alla ricerca dell’autentico a partire dalla vita delle persone. Dai loro vissuti. Dalle loro convinzioni, fissazioni, ossessioni.
Un laboratorio che non mette al centro la tecnica, ma l’umanità e il proprio bisogno di urlarla. Di dargli un senso e un peso. Una dignità.
Per costruire un teatro che metta al centro le nostre domande. Senza pretesa di trovare le risposte, ma riconoscendo nella ricerca il senso del lavoro.

Giovedì 16 marzo ore 21

Cinema Nuovo Eden LE STAGIONI DI LOUISE film di animazione diretto da Jean-François Laguionie

Al termine della stagione balneare a Biligen, l’anziana Louise perde l’ultimo treno che può portarla in città. Dall’autunno all’estate successiva, decide di vivere in spiaggia in totale autonomia, in attesa che qualcuno la venga a prendere, in compagnia di un cane (che lei sente parlare). I ricordi sono luci intermittenti, e in giro non c’è anima viva…

Sabato 18 marzo ore 17 con partenza da piazza Loggia – GRATIS

“AGLI ORLI DELLA VITA” PARATA DI STRADA
Ispirata a “I Giganti della montagna” di Luigi Pirandello A cura di Roberta Moneta e Francesca Mainetti Con Francesca Mainetti, Anna Teotti, Daniela Visani, Davide Cometti e la compagnia del Laboratorio Permanente di Teatro19 Accompagna la parata la Banda giovanile Isidoro Capitanio di Brescia. Musiche al Mo.Ca. Di Davide Bonetti E con la partecipazione di Cooperativa Il Ponte, Asilo Notturno “Riccardo Pampuri” Fatebenefratelli, gli allievi dei laboratori teatrali di Teatro19 e IdraFactory

Azione danzata “I fantocci” di Lelastiko, a cura di Marina Rossi

I sogni, la musica, la preghiera, l’amore, …”. Un ritornello che sveglia la città per portarla nel luogo dove tutto può accadere. Una villa, un teatro. Tutto l’infinito che è negli uomini: la vita, la rappresentazione. La città costruisce verità nuove attraverso i suoi sogni e l’incontro con altri sguardi.

* Sabato 18 marzo

al termine della Parata di strada, dalle 18.30 alle ore 20.00 musica live by Zufo, presso il Salone degli Alberi del Mo.Ca. di Via Moretto,78.

Il PUNTO METAMORFOSI è uno spazio attivo per offrire incontro, condivisione e per poter reperire materiali, video, pubblicazioni e ricevere informazioni generali sui programmi e le attività svolte dal servizio per la salute mentale dell’Unità Operativa Psichiatrica della U.O.P. 23 di Brescia

 

Giovedì 23 e venerdì 24 marzo dalle ore 10 alle 13 – GRATIS

Mo.Ca. Sala Alberi dI Mo.Ca (ex Tribunale), Via Moretto 78 Brescia

Metamorfosi Festivalscena mentale in trasformazione 2017

presenta

TEATRO SOCIALE D’ARTE tra difformità e creatività

a cura di Andrea Porcheddu

Due giorni di seminario per ampliare lo sguardo sui territori diversi del teatro contemporaneo e per fare squadra, ipotizzando uno sguardo nazionale sul teatro sociale d’arte.

Programma degli interventi:

prima mattinata, giovedì 23 marzo. Ore 10 – 13

Coordina Mimma Gallina

  • saluti istituzionali Vicesindaco con delega alla Cultura Laura Castelletti

  • Andrea Porcheddu: “Teatro sociale d’arte. Un’ipotesi di ricerca”

  • Claudio Bernardi: “Teatro di comunità e teatro sociale d’arte”

  • Francesca Mainetti: “Esperienze di lavoro nella diversità”

  • Emmanuele Curti: “Inventare i luoghi, la prospettiva di rete di matera 2019”

  • Centro Teatrale Bresciano: “Il ruolo delle istituzioni pubbliche”

Conclusioni Mimma Gallina

seconda mattinata, venerdì 24 marzo. 10 – 13

Coordina Andrea Porcheddu

  • Saluti istituzionali Presidente Fondazzione ASM Roberto Cammarata
  • Assessore alle Politiche Sociali Felice Scalvini: “Una politica per il teatro di comunità
  • Beatrice Faedi: “Un nuovo dialogo fra arte e società dentro e fuori Brescia”

  • Sandro Garzella: “Verso una poetica del teatro sociale d’arte”

  • Roberto Cuppone: “L’attore nel teatro-che-cura”

  • Stefano Te: “Il lavoro del teatro in carcere”

  • Antonio Viganò: “La regia nel teatro sociale d’arte”photovisi-download

 

Giovedì 23 marzo ore 19 – 3€

Laboratorio Metamorfosi
LA CASA NELLA TESTA

secondo studio di messa in scena a cura di Teatro19

regia e drammaturgia Francesca Mainetti

oggetti di scena Claudia Zaccagnini

musica dal vivo Angela Scalvini

con Valeria Battaini, Giovanni Lunardini, Roberto Lunardini, Roberta Moneta, Nic, Nicola Stella, Isabella Zipponi

Ad un anno di distanza il Laboratorio Metamorfosi si è trasformato in una vera compagnia, lo scambio di competenze e visioni fra attori professionisti e attori non professionisti, portatori di esperienze di trasformazione della diversità psichica, ci ha condotto alla creazione di un nuovo studio di messa in scena. Il lavoro si è concentrato sulla gemellarità di ognuno di noi con l’ombra che ci vive accanto. Sulla relazione fra mondo reale e realtà immaginata. Abbiamo indagato, attraverso la poesia materiale dei corpi, sia il valore, sia il pericolo dell’ombra. Non abbiamo trovato una risposta. Abbiamo dato ascolto al dubbio, all’incertezza. Chi può dire che “il sogno non sia questa cosa vaga che io chiamo la mia vita?”
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Venerdì 24 marzo ore 21 – 10€ (ridotto soci Teatro19 e Idra 8€)

ANIMALI CELESTI teatro d’arte civile

CANTO D’AMORE ALLA FOLLIA

scritto da Alessandro Garzella

con Francesca Mainetti e Alessandro Garzella

collaborazione alla messa in scena di Giulia Benetti, Chiara Pistoia, Anna Teotti e Antonio Viganò

In scena due figure ossessionate da subbugli visionari, caricature di sofferenza e inconsapevole ilarità, una coppia paradossale, per l’assurdità delle manie che l’imprigiona. Due figure perseguitate da continui turbamenti e scarti d’umore a partire dal fastidio e dal piacere erotico e carnale che si danno, immaginando improbabili rivolte nella vertigine di un delirio a due. Corpi e parole in bilico tra volgarità e poesia, estasi e ripugnanze, forse una coppia di fuoriusciti da qualche luogo di cura… o da uno dei tanti zoo nascosti nelle periferie umane di questo mondo… I protagonisti di quest’opera mettono in discussione la cosiddetta normalità dei più e forse saranno proprio loro, col canto dei loro corpi, con l’ostinato amore del loro sogno, con la saggezza della loro follia a farci ritrovare il profumo che c’è nell’esistenza di tutti noi.

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sabato 25 marzo ore 21 – 10€ (ridotto soci Teatro19 e Idra 8€)

PERSONAGGI

Produzione Accademia Arte della Diversità-Teatro La Ribalta

Di Antonio Viganò, Julie Anne Stanzak

con Michele Fiocchi, Rodrigo Scaggiante, Daniele Bonino, Lorenzo Friso, Maria Magdalena Johannes, Michael Untertrifaller, Mathias Dallinger, Melanie Goldner

Regia: Antonio Viganò/Coreografia: Julie Anne Stanzak

Il gioco pirandelliano dell’incomunicabilità, delle maschere sociali, dei ruoli, delle forme apparenti, che tutti noi crediamo immobili e che invece si trasformano in continuazione, è terreno fertile per questi attori/di/versi. Attraverso Pirandello abbiamo la possibilità di esasperare i conflitti tra apparenza e realtà, tra normalità e anormalità, tra individuo e mondo e mostrare la tragicità di una vita “che si aggira piccola piccola tra le apparenze e che ci sembra quasi che non sia davvero, che sia solo una fantasmagorica meccanica”. Qui il segno è quello di umanità smarrite, incapaci di individuarsi in qualunque definizione costrette ad una forma che non esprimerà mai appieno il proprio modo di essere e non certo, perché quegli uomini e quelle donne sono segnate dall’handicap, impressione che viene immediatamente superata, sublimata in un piano di riflessione che tocca tutti, nella nostra più profonda interiorità.”

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Domenica 26 marzo ore 16.30 – GRATIS

LE SEDIE – FuoriBinario Teatro

Dipartimento per la Salute Mentale – ASST Franciacorta

Regia e drammturgia: Modesto Modi Messali

(dedicato a Enrico)

Con: Sara Vignoni, Giusi Armanni, Eleonora Archetti, Remo Ghidini, Giampietro Clerici, Raffaella Beneggi, Maria Luisa Brusco, Maria Grazia Parzani, Giusy Pulito, Daniele Gregorini, Annamaria Nodari, Stefania Valotti.

Adesso siediti e ascolta’.

Da questo stimolo è nato l’ultimo spettacolo di FuoriBinario Teatro.

Una sedia vuota è stato l’oggetto scelto attraverso il quale poter immaginare un qualcuno disposto a sentire parole, complicazioni, bisogni, ricordi, canzoni, gesti d’amore.

Perché a volte si ha proprio la necessità di buttare fuori cose, anche se non c’è nessuno in giro.

Sulle sedie poi ci siamo resi conto che avvengono incontri, si creano relazioni, ci si confida, si litiga.

Con delle sedie si può fare anche teatro.

Fare teatro nel senso di indagare, scoprire e attivare nuovi linguaggi e possibilità di espressione teatrali: le sedie sono state il nostro ‘sostegno’ e punto di riferimento.

Abbiamo così approfondito la ricerca sulla recitazione personale e corale utilizzando testi nati all’interno del laboratorio e testi di autori contemporanei (Pinter, Koltès, Gaber).

A seguire proiezione del cortometraggio L’IMPORTANTE è PERDERE con gli attori della Cooperativa Il Ponte e diretto da Piercarlo Paderno

Per tutte le date e gli appuntamenti della terza edizione di METAMORFOSI FESTIVAL – scena mentale in trasformazione vi invitiamo a consultare la sezione CALENDARIO di questo sito.
Per ricevere ulteriori informazioni o per iscriversi allo workshop del 14, 15 e 16 marzo con Babilonia Teatri scrivete ad info@teatro19.com

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PROGETTO METAMORFOSI

Il lavoro di Teatro19 in relazione alla diversità, alla fragilità, e al disturbo psichico in particolare, si chiama PROGETTO METAMORFOSI ed è costituito da due azioni distinte ma legate l’una all’altra:
il LABORATORIO METAMORFOSI e METAMORFOSI FESTIVAL.
È un progetto ideato e realizzato da Teatro19 in sinergia con l’Unità Operativa di Psichiatria n.23 degli Spedali Civili di Brescia.
Realizzato per i primi due anni anche grazie al contributo di Fondazione della Comunità Bresciana, nel 2017 è stato possibile grazie all’incremento dell’appoggio economico da parte del Comune di Brescia, della Fondazione ASM e grazie anche alla collaborazione con la compagnia toscana Animali Celesti di Alessandro Garzella. Il progetto ha incontrato in questi anni la collaborazione di enti culturali della città di Brescia come Centro Teatrale Bresciano, Teatro IDra, Fondazione Brescia Musei, Nuova Libreria Rinascita. Ha coinvolto altre realtà del territorio come le case di riposo Arici Sega e Casa Industria, gruppi Scout, Asilo Notturno San Riccardo Pampuri, Somebody Teatro.

Perché chiamare il progetto METAMORFOSI?

Perché l’ingrediente magico che abbiamo scoperto attraverso la relazione Arte/Fragilità/Diversità è la possibilità di una trasformazione che il contatto con il dolore ci dà. Trasformazione in cui la fragilità diventa un valore perché mette in crisi abitudini, modi di lavorare, meccanismi. Guardare in faccia la propria vulnerabilità, affrontarla in modo creativo, può trasformare l’arte, la vita, la città.

Come e perché Teatro19 è arrivato a lavorare in questo ambito.

Fondamentali sono stati alcuni incontri. Nel 1993 Francesca Mainetti ha incontrato Alessandro Garzella che già allora lavorava teatralmente con utenti psichiatrici (si veda “Il teatro del dolore gioco del sintomo e visionarietà. Crazy Shakespeare Nelle mani di un pazzo Re nudo” Renzia D’Incà, edizioni Titivillus) e la sua visione, il suo approccio passionale e rivoluzionario al teatro sociale, alla ricerca della “parte sana della malattia” hanno profondamente condizionato il lavoro di Francesca che a tuttoggi lavora con Garzella nella compagnia Animali Celesti, procedendo in una ricerca molto particolare sulla follia. Nel 2011 sempre Francesca Mainetti è stata chiamata a lavorare al Cps di Via Romiglia a Brescia (che fa capo all’Unità Operativa di Psichiatria n.23 degli Spedali Civili di Brescia) come consulente per l’attività di teatro del centro diurno. Lì ha incontrato il dottor Fabio Lucchi, uno psichiatra fuori dall’ordinario, portatore di uno sguardo particolarmente lucido ed iniziatore di un percorso di rinnovamento all’interno del suo servizio. Grazie a lui è stato possibile trasformare il lavoro di Mainetti da semplice consulenza a collaborazione progettuale nella quale Teatro19 è stato coinvolto nella sua interezza. Dall’incontro con l’UOP 23 è nato il PROGETTO METAMORFOSI.

LABORATORIO METAMORFOSI

Laboratorio Metamorfosi è un progetto artistico-produttivo, una compagnia composta da 5 artiste professioniste (tre attrici, una musicista e una scenografa) e da 5 non professionisti portatori di un’esperienza di disagio psichico che condividono profondamente un percorso.
Il lavoro di Teatro19, grazie a questo percorso, è cambiato. E’ cambiata la nostra visione del lavoro e del senso. L’incontro artistico con la diversità nutre l’ispirazione. Il teatro è un’arte profondamente umana, la più umana? In esso lo strumento è il corpo dell’attore, il corpo e l’anima, l’immaginazione. E’ un’arte popolare: tutti abbiamo un corpo, tutti abbiamo un’anima. Tutti possiamo fare teatro? Forse… Ma non possiamo fare arte se non c’è necessità. Se non sentiamo forte il bisogno di esprimere qualcosa, e se non possediamo la tecnica per far si che quello che abbiamo bisogno di esprimere parli a chi vi assiste. L’attore e la persona con un disturbo psichico hanno in comune molte cose…una di queste è la necessità di lavorare su sé stessi. La persona con un disturbo psichico lavora su di sé per prendere in mano la sua vita, per stare bene, per capire come fronteggiare i sintomi in modo anche creativo, padrone del suo percorso di benessere, l’attore lavora su sé stesso perché è lui stesso lo strumento della sua arte, corpo, voce, ma anche immaginazione ed emozioni. Ad entrambi spetta un lavoro quotidiano di allenamento del corpo e dello spirito, un paziente addestramento alla concentrazione, all’ascolto di sé e del mondo, alla relazione.

Accanto a questa comunanza c’è il mistero.
Abbiamo tutti un mistero dentro che ci porta qui. Questo non è solo il “nostro mestiere”. Se facciamo teatro e non un’altra cosa, se lo facciamo in questo modo, a contatto con realtà come queste, non è solo perché abbiamo trovato il modo per tirare a campare. C’è un amore, una calamita, un bisogno profondo che ci attira. E’ una calamita a cui non so dare un nome. E’ invisibile, è sempre presente, fa un po’ soffrire, dà una grande gioia.
I nostri colleghi portatori di una diversità invisibile, che sta dentro la loro testa, costretti a non essere banali, a vedere la vita in modo alternativo per forza, perché devono cambiarla per smettere di soffrire, sono stati portati dal loro mistero a fare teatro con noi. Nessuno li ha costretti si sono autoselezionati. E ci contagiano con il loro cercare nuove possibilità. Ci contagiano creativamente. E noi contagiamo loro che misteriosamente hanno scoperto una loro necessità dentro il teatro.
Tutto questo noi pensiamo possa essere arte che parla alla città, che contagia il pubblico.
Inseguiamo l’obiettivo di una metamorfosi dello sguardo, non solo sulla diversità, ma sulla vita attraverso la diversità.

METAMORFOSI FESTIVAL

È l’aspetto pubblico del progetto. Quello che direttamente si interfaccia con la città. Che porta fuori la ricerca interna al laboratorio e la mette in relazione ad altre ricerche simili e diverse presenti sul territorio nazionale. Mette in relazione esperienze di teatro di comunità (siano esse condotte all’interno di centri di salute mentale, comunità terapeutiche, scuole) con proposte artistiche di alto livello che vedono, nel rapporto con la diversità e il mistero della vulnerabilità umana e del dolore, una possibilità d’arte oltre che di cultura sociale.

Il festival è composto da diversi elementi:

  • uno workshop di tre giorni aperto ad attori professionisti e a utenti e operatori della salute mentale tenuto ogni anno da un significativo protagonista del teatro italiano (Alessandro Garzella e Michele Abbondanza nelle due scorse edizioni, Babilonia Teatri per l’edizione 2017)
  • spettacoli di rilevanza nazionale (nelle edizioni precedenti: Concerto di Nada Malanima, Le Fumatrici di Pecore della Compagnia Abbondanza/Bertoni, Gli Aberranti del MadPride di Torino nel 2015, Mombello Voci da dentro il manicomio di Periferico Teatro, Greta la Matta di Occhi sul Mondo, Emily No della compagnia di Milena Costanzo nel 2016. Per l’edizione 2017: Canto d’amore alla follia di Animali Celesti e Personaggi di Antonio Viganò Teatro la Ribalta)
  • esiti di laboratori ed esperienze di teatro sociale e di comunità (nelle passate edizioni abbiamo ospitato Cps di Rovato – BS, Cooperativa Il Ponte, Somebody Teatro, Quarto di rosso, Cooperativa Sociale Il Cardo di Edolo – BS)
  • una Parata di Strada che attraversa il centro della città con azioni teatrali e poetiche e che coinvolge nell’organizzazione artisti e realtà del territorio ( Fondazione Emilia Bosis di Bergamo, Scout Brescia 1, gruppo cinofilo Argo, Coro Smile del Villaggio Violino di Brescia, il Coro di voci bianche Don Bosco di Flero, Asilo Notturno San Riccardo Pampuri, Banda Giovanile Ass.Filarmonica Isidoro Capitanio)
  • Incontro-confronto su arte e città, teatro e sociale, arte e diversità (nell’edizione 2017 l’incontro è teso alla progettazione di un futuro festival nazionale di teatro sociale d’arte)
  • Punto Metamorfosi: postazione pubblica in cui vengono presentate le iniziative che si svolgono all’interno del centro di salute mentale

Il festival ha soprattutto il senso di portare al di fuori delle mura di casa, o del centro diurno, o dei luoghi della cura in genere, non solo l’esistenza della diversità e della fragilità, ma soprattutto il loro valore. Diversità, fragilità, squilibri che sono dentro noi tutti. Guardarli in faccia e scoprirne la parte sana, farne arte, bellezza e relazione che rendano migliore la città e il paese in cui viviamo.

Per l’autunno 2017 è in cantiere un PROGETTO DI EDUCAZIONE ALLA VISIONE CONSAPEVOLE, tenuto da un critico professionista e particolarmente dedicato al pensiero sul teatro sociale. Il percorso è teso alla costituzione di un gruppo di spettatori consapevoli che non solo seguano le prossime edizioni del festival, ma che collaborino alla scelta degli spettacoli con il risultato di una forma attiva e innovativa di coinvolgimento del pubblico. Il gruppo dovrebbe a sua volta coinvolgere pubblico ulteriore attraverso la diffusione di interviste, critiche e riflessioni.

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