MEMORIA DEL FIORIRE

drammaturgia in fieri

autoproduzione Collettivo PiKaia con il sostegno di Teatro19

testo e regia Francesca Mainetti

musiche Bianca Caldonazzo

con Giulia Benetti, Bianca Caldonazzo, Daniele Gatti, Francesca Mainetti e con la partecipazione di allievi e cittadini

si ringraziano Teatro Stalla-Fondazione Emilia Bosis e Associazione Aiuto a Vivere

Uno spettacolo in divenire, che utilizza la relazione con comunità e territori per evolvere. Indaghiamo le possibilità della metafora vegetale, applicata alla vita e alle sue interdipendenze, nell’ecosistema delle relazioni umane. Una drammaturgia che attraverso diversi capitoli, e una certa dose di ironia, indaga differenze e similitudini fra animale umano e piante, nonché la loro interdipendenza. Quali aspetti vegetali possono essere d’ispirazione per innovare sguardi e atteggiamenti umani e sociali? In scena due attrici professioniste, un attore non professionista e una musicista adolescente, rappresentanti di una preziosa biodiversità umana e artistica, a cui si aggiunge un “coro umano” composto da cittadini di ogni età. Il mondo vegetale, la botanica e la natura, si coniugano al sociale, all’educazione, alla diffusione della cultura e al valore della biodiversità.

NOTE DELL’AUTRICE “Le piante non sono animali”, cit. Stefano Mancuso. Dalla sterminata produzione di uno scienziato di fama mondiale, ma anche carismatico divulgatore, potevamo scegliere forse qualcosa di più illuminante, ma questo è il punto: non vediamo quello che abbiamo sotto gli occhi. Vegetale è qualcosa di completamente diverso. E diverso a noi piace. Le piante sono individui-rete, non hanno un cervello in cima al loro sistema, non hanno un capo che dirige, la vita sociale degli alberi si sviluppa in un sistema orizzontale di interdipendenza con l’ambiente, ogni individuo è anche multiplo, e la raffinata rete radicale ha apici in continuo sviluppo e attiva esplorazione del suolo. Siccome ci piace lavorare con la diversità, spiazzarci il più possibile, spostare sicurezze, aprire visioni, allora abbiamo preso una cosa molto diversa: il mondo vegetale, e ci siamo messi a guardarla per capire se potevamo imparare qualcosa. Noi ora qui, fermi piantati in casa per mesi, chiusi nei vasi, e intanto cresciamo, e invecchiamo, e piantiamo radici sempre più in fondo. Chiusi in casa ad aspettare la primavera. L’abbiamo fatto scientificamente, per argomenti. Capitolo I, “Radici”: ci chiediamo cosa hanno in comune le nostre e le loro, Capitolo 2, “Mìmesi”: indaghiamo i mille modi per nascondersi e proviamo a metterci in mutande, Capitolo 3 “Strategie”: analizziamo (con rigoroso metodo scientifico) quelle animali e quelle vegetali, Capitolo 4 “Del Dolore”: come la capsicina (alcaloide contenuto nel peperoncino) ha conquistato il mondo grazie alla disposizione umana al sadomaso, Capitolo 5 “Io Multiplo o Democrazia”: in cui cuculo e pioppo si confrontano con Pericle e gli ateniesi del 461a.C., Capitolo 6 “Rivoluzione Vegetale”: in cui la compagnia lavora col pubblico come risorsa per progettare il cambiamento. Al centro tre figure, Madre Natura e i suoi figli Animale e Vegetale, portatori di mondi indivisibili e alieni. Animale ha il movimento come principale strategia, Vegetale…beh Vegetale è difficile da capire, certo il movimento non è il suo forte. Poi c’è anche una figurina strana, che cambia natura, sembra un coniglio, ma la sua caratteristica fondamentale è il violino con cui costruisce in diretta una drammaturgia musicale che passa dal suono degli insetti, all’urlo di un albero tagliato, ai Velvet Underground. Non è finita qui, c’è anche il Coro Umano dei Sapiens Sapiens (perché Sapiens non bastava, che poi anche un po’ di umiltà non ci farebbe male), presenti al mondo da 150.000 anni, uno sputo rispetto alle felci datate 300 milioni di anni fa. Sapiens non vede le piante perché vede solo quello che gli somiglia, noi invece pensiamo che forse proprio in ciò che è più diverso possiamo trovare ispirazione per la nuova evoluzione: quali aspetti vegetali nasconde Homo sotto il pelo della coscienza? Il Coro Umano dei Sapiens è formato da persone (attori o non attori non importa) del territorio, che vogliano fare con noi un’esperienza di creazione. È pensato come un coro che partecipa direttamente in scena allo svolgersi dello spettacolo, con azioni di gruppo, ma anche singole. Il suo ruolo è particolarmente importante rispetto alla drammaturgia dell’ultimo capitolo “Rivoluzione Vegetale” che è immaginato come un canovaccio da costruire mettendosi in relazione con il gruppo di partecipanti. Perché la rivoluzione, soprattutto se vegetale, non la si fa dall’alto di un palco o di una cattedra o dagli schermi dei computer, o forse si fa mettendo in rete tutte queste cose, e anche i bar e le piazze, e le persone che ci camminano. N.B. Il primo studio di questo progetto è stato immaginato e realizzato già in situazione di emergenza sanitaria, tutte le azioni e le modalità di messa in scena sono quindi compatibili con il distanziamento fisico e la sicurezza.

LABORATORIO TEATRALE DEL FIORIRE (eventualmente connesso allo spettacolo)

Laboratorio teatrale intensivo in cui la compagnia condivide tecniche e pratiche di scrittura scenica. Il laboratorio, condotto dall’attrice e regista Francesca Mainetti, con l’eventuale ausilio degli altri componenti del Collettivo PiKaia. è aperto a un massimo di dieci persone del territorio, di ogni età ed esperienza, che parteciperanno alla replica dello spettacolo. Se la stagione lo consente gli incontri possono svolgersi in spazi aperti e naturali. Oltre alla partecipazione al laboratorio è prevista la presenza dei partecipanti alla serata di spettacolo a partire da tre ore prima della replica

Link a estratto video di 15 minuti (video completo disponibile su richiesta) https://www.youtube.com/watch?v=BKrwi49Gysg

INFO E CONTATTI Francesca Mainetti 335.6198089 francescamainetti@teatro19.com