Lettura scenica di e con Alessandro Mor e Alessandro Quattro
Il romanzo di Sciascia pubblicato nel 1961 si ambienta in Sicilia, in un paese dell’entroterra palermitano. Un piccolo imprenditore edile, Salvatore Colasberna, viene ucciso con due colpi di arma da fuoco mentre sta salendo su un autobus. Si cerca di far passare l’omicidio come delitto passionale. I carabinieri indagano. Subito scatta l’omertà e sullo sfondo si profilano diffidenze, protezioni, collusioni politiche che arrivano fino a Roma. L’indagine è condotta dal capitano Bellodi, giovane e colto uomo del Nord, che si misura con una realtà corrotta per lui difficilmente comprensibile. La tenacia con cui lotta contro un nemico oscuro rende palpabile il bisogno di integrità, di verità, di diritto e di giustizia. Sciascia usa l’avvincente forma narrativa del giallo per analizzare e denunciare con lucidità il fenomeno mafia. Ne smaschera i meccanismi più nascosti, annidati nell’animo degli uomini, risvegliando in chi li osserva un’ ispirazione civile, etica. La lettura-spettacolo preserva la linearità della trama del romanzo, ma si concentra sui momenti salienti de “Il giorno della civetta”: dalla narrazione iniziale veniamo trasportati nell’atmosfera e nelle situazioni della Sicilia di quegli anni (peraltro non tanto dissimili dai nostri in quanto ad opacità del potere mafioso), per poi scivolare in un avvicendarsi di meravigliosi dialoghi e interrogatori dove si fronteggiano uno con l’altro i diversi personaggi. I due attori giocano a far affiorare dalla pagina scritta la pluralità dei caratteri, dando loro voce e corpo – in una parola, dando loro vita – in una serie di confronti che chiamano in causa direttamente il punto di vista dello spettatore.
Dai 13 anni

Ale e Ale