Testo di Nadia Busato
Con Francesca Mainetti
Musica dal vivo Angela Kinczly

L’amore è la più universale delle esperienze umane. La sperimentano tutti, in ogni momento della storia, in ogni luogo, in ogni condizione. L’amore è qualcosa che si ripete, che cambia la storia e le storie delle persone. È sempre uguale a se stesso ed è sempre diverso quanto sono diverse le persone che lo provano e gli amori che nascono. E non è sempre un amore che nasce dal desiderio; l’amore ha tanti modi per entrare nella vita, nella storia di ciascuno.
E quando sboccia l’amore, come i fiori, qualcosa di incredibile accade.
La vita acquista un altro gusto, ogni esperienza ha un sapore diverso.
Se si decidesse di raccontare un secolo in un’ora, se si riunissero le esperienze di uomini lontani nel tempo e nello spazio, cosa potrebbe accomunarli se non l’amore, questa esperienza che solo nella condivisione, nel confronto, nel racconto trova la sua concretizzazione?
Vissuto in solitudine, l’amore ci fa sentire soli; anche in coppia. Ma quando lo raccontiamo, l’amore diventa qualcosa di speciale. Un nutrimento per la mente, per la fantasia, per il cuore.
Da questo equilibrio delicato e rarefatto nascono i piccoli racconti in sequenza di MANGIACUORE
Nel testo, firmato dall’autrice Nadia Busato e drammatizzato dall’attrice e regista Francesca Mainetti, trovano posto un carosello di estati, passate e presenti, accomunate dalla manifestazione – ineluttabile e sconvolgente – dell’amore, che sempre inizia e qualche volta, ahi noi, finisce.
I sentimenti sono raccontati attraverso dialoghi, monologhi, scritti che tracciano e delineano momenti di storia collettiva e personale. E per raccontare quel che il testo non basta a dire, ecco la musica, eseguita dal vivo da Angela Kinczly, che ha ideato una partitura in cui sono inclusi brani originali con pezzi rivisti e riarrangiati.
Momenti e racconti come morsi al cuore, da gustarsi fra risate, ricordi e quella nostalgia lì, che conosciamo tutti noi che abbiamo consumato più di un amore al lume dei falò.
Un progetto originale, nato dall’incontro di tre artiste bresciane, che vuole promuovere lo spirito con cui Teatro 19 opera fin dalla sua fondazione: rompere le rigidità e gli schemi del teatro, farlo evadere dagli spazi chiusi, portarlo nella vita quotidiana e sfruttarne le potenzialità di narrazione e di coinvolgimento per affrontare temi delicati, come la memoria, la costruzione di una coscienza comune, l’educazione collettiva all’empatia e all’inclusione.

Questo è il cuore.
Immaginatelo così, come una mela.
Un morso qui, un altro là.
Nel cuore come una mela ci passano tutti. I predatori, gli affamati, i distratti, i vermi. Qualcuno ci fa la tana. Qualcuno se ne prende un pezzo. A qualcuno fa schifo, gli dà un calcio e lo butta via.
Un cuore sano fa gola a molti.
E se non c’hai la buccia spessa te lo ritrovi a brandelli.

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