Una produzione di Centro Teatrale Bresciano con la collaborazione artistica di Teatro19

Drammaturgia Roberta Moneta

Da un’idea di Annalisa Riva. Ispirato al lavoro della giornalista Laura Silvia Battaglia

Regia Valeria Battaini

Con Valeria Battaini, Francesca Mainetti, Roberta Moneta, Annalisa Riva

Oggetti di Scena Davide Sforzini

Realizzazione costumi Bottega del cencio

Suono Carlo Dall’Asta

 

Una giornalista, due articoli, tre donne, una festa di matrimonio dall’altra parte del mondo.

Uno spettacolo “pop” per raccontare il tragico, per provare a dar voce a quello che non conosciamo e sul quale non siamo in grado di dare risposte, un altrove che pare così lontano e differente, ma al quale ci accomuna la voglia di vivere, di gioire, di dare un senso alla quotidianità. Nella convinzione che la vita pulsi anche sotto le macerie o nascosta dietro una pesante cortina, che si aggrappi feroce a qualche sprazzo di frivolezza, che reclami il proprio spazio e il proprio tempo nonostante il sibilare dei proiettili e che meriti di essere raccontata nella sua parzialissima interezza.

Perché non tutto è come sembra.

SPOSE DELL’ALTRO MONDO è un gioco di matrioske, un’ operazione di sottrazione per svelare l’umanità di donne in fondo simili a tutte le donne del mondo.

Nota di regia

Gli articoli di Laura Silvia Battaglia, pubblicati su quotidiani, riviste o testate on-line, sono stati motore e leva per una riflessione non tanto intellettuale, quanto umana. Il suo “la sposa yemenita”, anche nella versione graphic novel disegnata e sceneggiata da Paola Cannatella e pubblicata da Beccogiallo, è stato l’articolo che ad una prima lettura ha segnato l’esordio di questo spettacolo: la semplice schiettezza descrittiva, la resa vivace di un ritaglio di normalità, in un quadro generale che possiamo immaginare di devastazione e dolore, ha suggerito immagini e visioni teatrali che poi, con il lavoro di questi mesi, abbiamo tradotto sulla scena. Una festa di matrimonio che progressivamente si popola di figure e suoni, una scatola nera che si riempie fino a saturarsi di colori, luci, musiche in una crescente tensione, nell’attesa che la sposa arrivi, che il miraggio si concretizzi, che i sogni possano avverarsi. Quattro figure femminili conquistano una loro bolla, uno spazio, una parentesi di intima solitudine nel bailamme della festa e trovano il modo per raccontare la propria unicità, le contraddizioni, la rabbia e il personalissimo dolore. La propria voglia di vivere, nonostante tutto.

Nota di drammaturgia

Una scrittura “pop up” che dal bidimensionale aspira alla terza dimensione; dal fumetto alla cronaca, dalla poesia al resoconto giornalistico passando per la fisica balistica per arrivare alla storia. Un filo non lineare attraversa lo spettacolo per evocare e dipingere strisce che partono dalla carta per farsi personaggi. L’obiettivo dal campo lungo si stringe sugli occhi scoperti, per provare a svelare un’umanità celata.

Non ci sono risposte, solo il tentativo di porsi le giuste domande.

 

Fotografia di Tiziana Arci www.tizianarici.com

 

Qualche parola sullo spettacolo:

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