METAMORFOSI FESTIVAL – Scena mentale in trasformazione È un progetto creato e prodotto da Teatro19 in sinergia con l’Unità Operativa di Psichiatria n.23 degli Spedali Civili di Brescia che ha preso vita nel 2014.

Negli anni ha potuto contare sull’appoggio economico di Fondazione della Comunità Bresciana, del Comune di Brescia, della Fondazione Asm e per il 2017 della Regione Lombardia.

Ha visto in questi anni la collaborazione crescente di enti culturali della città: Centro Teatrale Bresciano, Teatro Idra, Fondazione Brescia Musei, Nuova Libreria Rinascita.

Ha coinvolto un numero sempre crescente di realtà del territorio: le case di riposo Arici Sega e Casa Industria, gruppi Scout, l’Asilo Notturno San Riccardo Pampuri/Fatebenefratelli, la Banda giovanile Isidoro Capitanio, Somebody Teatro, Associazione Culturale Lelastiko, Associazione Culturale Viandanze, Cooperativa Sociale Il Ponte, Asilo Notturno San Riccardo Pampuri, Centro Psico Sociale di Rovato (BS), Associazione Culturale Carme.

Per il triennio di riferimento sarà coinvolta nella programmazione e nella gestione economico organizzativa l’associazione Animali Celesti di Pisa.

METAMORFOSI è un prototipo: nasce dall’ipotesi, tutta da verificare, che attraverso il teatro, partendo dal potenziale delle persone, sia possibile promuovere un cambiamento individuale, organizzativo, collettivo, che interessa la città nel suo complesso. La sfida di un prototipo sperimentale è quella di portare a maturazione evidenze, dati, elementi trasferibili ad altri contesti, a contesti più ampi. E’ quindi un progetto in crescita che da una parte si nutre di esperienze precedenti condotte da realtà che in Italia e all’estero ci hanno preceduto in una ricerca di integrazione e reciproco (virtuoso) contagio fra teatro e diversità, dall’altra sperimenta e cerca nuovi paradigmi.

.Obiettivi principali che il progetto si pone:

  • Sperimentare nuove prassi per il coinvolgimento dei cittadini più fragili, e in particolare degli utenti dei servizi di salute mentale, nella produzione di cultura e facilitazione del loro accesso alle proposte culturali
  • coinvolgere i cittadini sui temi del cambiamento, della ricerca di significati personali e collettivi della fragilità, del benessere psicologico e della salute mentale
  • promuovere, attraverso la cultura, coesione sociale e quindi identità comunitaria
  • combattere lo stigma nei confronti delle persone con disturbi mentali e promuovere la salute mentale a livello personale e comunitario
  • incentivare le istituzioni e le associazioni culturali cittadine a confrontarsi sulla relazione cultura/sociale
  • Costruzione di una rete di soggetti territoriali che collaborino alle diverse azioni del progetto in un’ottica di “recovery della società”
  • costruzione di una rete nazionale fra realtà particolarmente avanzate nella ricerca di innovazione e contaminazione fra teatro e diversità

Il progetto METAMORFOSI è costituito da tre azioni distinte ma legate una all’altra: il LABORATORIO METAMORFOSI e il LABORATORIO BASE CREATIVA che durano tutto l’anno e il FESTIVAL METAMORFOSI che concentra le iniziative nel mese di marzo.

a)LABORATORIO METAMORFOSI: laboratorio integrato permanente di ricerca teatrale con un gruppo composto dalle 3 attrici professioniste storiche di Teatro19, da una musicista professionista e da 7 utenti dei servizi di salute mentale, portatori di una condizione di disagio psichico, utenti dell’Unità Operativa di Psichiatria n.23 degli Spedali Civili di Brescia.

Il laboratorio dura tutto l’anno, con la finalità di un perfezionamento professionale degli utenti-attori (portatori di disagio psichico) e uno scambio e integrazione sincera fra utenti e attori professionisti. Indaga temi che scaturiscono dal gruppo di lavoro, dando diritto di cittadinanza a sintomi e ossessioni. Il laboratorio permanente è attivo dal 2014, ha portato alla formazione attoriale professionale di due utenti e all’ingaggio di altri 6 come attori in formazione, incidendo contemporaneamente nella formazione alle tecniche del teatro sociale di alcuni operatori.

Nel corso del triennio di riferimento si punterà ad approfondire la ricerca di contagio artistico fra portatori di disagio psichico e attori professionisti con la creazione di drammaturgie sceniche che indagano il rapporto tra ossessione e arte, normalità e follia. In particolare la ricerca si concentrerà su due percorsi:

  • L’Ombra” opera che vede in scena due attori-utenti psichiatrici, che da molti anni lavorano con Teatro19, e una musicista, autrice della musica originale che interagisce dal vivo con l’azione scenica. Il lavoro studia il rapporto con l’ombra, intesa come malattia, disturbo, ma anche fonte di creatività. Parte da uno studio sulle ossessioni degli interpreti, lavora sulla precisione del gesto e sulla valenza paradigmatica del sintomo, sul vincolo e la possibilità dell’essere costantemente seguiti o preceduti dalle proprie “ombre”
  • Commedia della follia” percorso che coinvolge l’intero gruppo di utenti e attori a partire da un testo prodotto da uno degli utenti stessi intorno alla sua condizione di vita

Nel corso del triennio prevediamo di sviluppare i due percorsi come work in progress, proponendone studi preparatori all’interno di Metamorfosi Festival e in altre situazioni possibili.

b)LABORATORIO PERMANENTE BASE CREATIVA

Gli utenti-attori formatisi all’interno del Laboratorio Metamorfosi diventano a loro volta docenti insieme a Francesca Mainetti, nel laboratorio Base Creativa, portando avanti la ricerca in maniera coprodotta. Al laboratorio afferiscono pazienti psichiatrici che per diverse ragioni hanno deciso di non intraprendere un percorso artistico finalizzato alla messa in scena. Il laboratorio è una opportunità importante per sperimentare il ruolo degli attori-utenti esperti in tecniche teatrali nella condivisione “fra pari”. In collaborazione e co-progettazione con l’equipe clinica del servizio di salute mentale, la metodologia artistico/procedurale fondata, da una parte sull’ascolto di sintomi e ossessioni e sulla loro trasformazione in linguaggio teatrale, dall’altra sulla coproduzione dell’attività con gli utenti esperti, rappresenta un paradigma di trasformazione dei rapporti fra operatori e utenti all’interno del servizio.

c)METAMORFOSI FESTIVAL scena mentale in trasformazione

È l’aspetto pubblico del progetto che direttamente si interfaccia con la città, porta fuori la ricerca interna al laboratorio e la mette in relazione ad altre ricerche simili e diverse presenti sul territorio nazionale.

Dal 2015 mette in relazione esperienze di teatro di comunità (siano esse condotte all’interno di centri di salute mentale, comunità terapeutiche, scuole) con produzioni del panorama nazionale che vedono, nel rapporto con la diversità e il mistero della vulnerabilità umana e del disturbo mentale, una possibilità d’arte oltre che di inclusione sociale.

Il festival, che si svolge su più giornate, è stato ogni anno composto da diversi elementi:

  • un workshop di tre giorni aperto ad attori professionisti e a utenti e operatori della salute mentale tenuto ogni anno da un significativo protagonista del teatro italiano (Alessandro Garzella, Michele Abbondanza, Enrico Castellani, Serena Sinigaglia nelle scorse edizioni, nel 2019 sarà Renata M. Molinari)
  • spettacoli di rilevanza nazionale (nelle scorse edizioni: Concerto Nada Malanima, Le Fumatrici di Pecore della Compagnia Abbondanza/Bertoni, Gli Aberranti del MadPride di Torino nel 2015, Mombello Voci da dentro il manicomio di Periferico Teatro, Greta la Matta di Occhi sul Mondo, Emily No della compagnia di Milena Costanzo, Canto d’amore alla follia di Animali Celesti, Personaggi di Antonio Viganò Teatro la Ribalta, Workcenter di Jerzy Growtowvski, Ballata di Silvia Battaglio, IL Ballo di Antonio Viganò)
  • esiti di laboratori ed esperienze di teatro sociale e di comunità (nelle passate edizioni abbiamo ospitato il Cps di Rovato, la Cooperativa Il Ponte, Somebody Teatro, la Cooperativa Sociale Il Cardo di Edolo, CentroPsicoSociale di Casazza e Cooperativa Iseo)
  • una Parata di Strada che attraversa il centro della città con azioni teatrali e poetiche e che coinvolge nell’organizzazione artisti e realtà del territorio (nelle passate edizioni: Fondazione Emilia Bosis di Bergamo, Scout Brescia 1, gruppo cinofilo Argo, Coro Smile del Villaggio Violino, il Coro di voci bianche Don Bosco di Flero, l’Asilo Notturno San Riccardo Pampuri, la Banda Giovanile Ass.Filarmonica Isidoro Capitanio)
  • Convegno- incontro-confronto su teatro e inclusione sociale, arte e diversità (nel 2015 abbiamo creato tavoli di lavoro a cui erano seduti utenti della salute mentale, intellettuali, politici, studenti e cittadini a discutere e ragionare intorno al rapporto Arte/Salute mentale. Nel 2016 abbiamo organizzato una vetrina in cui 10 diverse realtà del territorio e oltre hanno raccontato la loro visione del rapporto Arte/Città. Nel 2017 abbiamo ospitato un confronto a livello nazionale coordinato da Andrea Porcheddu e Mimma Gallina sul Teatro Sociale D’Arte a cui hanno partecipato fra gli altri Claudio Bernardi, Emmanuele Curti, Roberto Cammarata, Sandro Garzella, Roberto Cuppone, Stefano Té e Antonio Viganò. Per l’edizione 2018 abbiamo organizzato tavoli di confronto con artisti e operatori di rilevanza nazionale, in partenariato con Comune di Brescia e Centro Teatrale Bresciano, coordinati da Andrea Porcheddu.

Nel corso del triennio abbiamo intenzione di fare di Metamorfosi Festival un punto di riferimento nazionale, un paradigma di innovazione sul pensiero intorno all’inclusione sociale della diversità e sulla trasformazione della visione della salute mentale da parte della società.

Questo attraverso tre vie:

  • un investimento sulla rilevanza artistica nazionale e internazionale della programmazione con la collaborazione del teatro stabile cittadino Centro Teatrale Bresciano e il partenariato di Animali Celesti Teatro d’Arte Civile di Alessandro Garzella
  • la stretta collaborazione progettuale con l’Unità Operativa di Psichiatria n.23 degli Spedali Civili di Brescia rispetto alla trasformazione del ruolo degli utenti come fruitori-produttori di arte e cultura, nel contempo attivi nella gestione della propria salute, attraverso il teatro d’arte. Con la collaborazione di Università Cattolica, Università Milano Bicocca e Politecnico di Milano e in sinergia con importanti realtà sociali del territorio.
  • la connessione dei punti precedenti con una rete nazionale di realtà avanzate, attraverso la creazione di rapporti di rete che già abbiamo cominciato a tessere con altre città a partire da Bolzano e Pisa